Offriamo un servizio specializzato per la gestione di rifiuti speciali, pericolosi e non, affiancando aziende, enti e professionisti a 360 gradi.
La corretta gestione ambientale dei rifiuti speciali o pericolosi è una delle attività più complesse e regolamentate. Essa, infatti, richiede un’elevata conoscenza normativa, una grande competenza tecnica e un’organizzazione precisa, che tenga conto di elementi come: tracciabilità, sicurezza e tutela del territorio. La gestione di queste due categorie di rifiuti, prodotte sia da attività industriali che civili, non può essere uguale a quella dei rifiuti urbani. La gestione dei rifiuti speciali e pericolosi, infatti, passa attraverso le fasi di identificazione, classificazione, raccolta, trasporto e smaltimento (o recupero), seguendo procedure ben definite.
In un contesto così esigente dal punto di vista normativo e ambientale, Borgo Spurghi offre un servizio specializzato per la gestione di rifiuti speciali o pericolosi, affiancando aziende, enti e professionisti a 360 gradi.
Dalla consulenza tecnica alla classificazione dei rifiuti, fino al conferimento presso impianti di smaltimento autorizzati, Borgo Spurghi garantisce ai propri clienti sicurezza, conformità normativa e assistenza continua.
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Cosa sono i rifiuti speciali
I termini “rifiuti speciali” e “rifiuti pericolosi”, nel linguaggio comune, vengono spesso confusi e utilizzati come sinonimi, ma esistono delle differenze significative. I rifiuti speciali sono tutti quegli scarti che derivano da attività economiche, produttive o professionali, diversi dai rifiuti urbani generati dalle abitazioni. Sono prodotti da industrie, artigiani, attività agricole, sanitarie, commerciali, di servizio e anche dalle imprese edili. Si tratta di una categoria di rifiuti molto ampia e diversificata, che può comprendere materiali liquidi, solidi, fangosi, inerti o contaminati, con caratteristiche molto diverse tra loro. Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti speciali, il primo passo è la corretta classificazione del rifiuto, con attribuzione del codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) e la successiva indicazione della pericolosità. A questa prima fase, segue la gestione operativa: raccolta, deposito temporaneo, trasporto e smaltimento o recupero dei rifiuti speciali in impianti autorizzati. Attenzione, però, non tutti i rifiuti speciali sono pericolosi!
Normativa sulla gestione rifiuti speciali
La gestione dei rifiuti speciali è disciplinata dal D.Lgs. 152/2006 parte IV, aggiornato con le ultime modifiche introdotte dal D.Lgs. 213/2024, in vigore dal gennaio 2025. Secondo la normativa sopra citata, lo smaltimento dei rifiuti speciali passa da una corretta classificazione, raccolta e fase di tracciamento lungo tutto l’iter di gestione, dal produttore all’impianto di smaltimento. Ogni azienda ha l’obbligo di identificare il rifiuto tramite il codice CER, verificarne la pericolosità e compilare la documentazione necessaria per procedere con lo smaltimento (FIR, registri di carico e scarico, MUD). L’eventuale deposito temporaneo di rifiuti speciali deve avvenire in condizioni controllate, in aree idonee e per tempi definiti, senza creare rischi per l’ambiente o la salute. Il trasporto, inoltre, deve essere affidato a soggetti iscritti all’Albo Gestori Ambientali, con mezzi e autorizzazioni idonei. Infine, la fase di smaltimento (o eventuale recupero) deve avvenire esclusivamente all’interno di impianti autorizzati e rispettando le normative regionali e nazionali.
Cosa sono i rifiuti pericolosi
Possiamo definire i rifiuti pericolosi come una sottocategoria dei rifiuti speciali, diversi da questi ultimi a causa della presenza di sostanze che possono nuocere alla salute umana o all’ambiente. Sono identificati attraverso un apposito codice CER accompagnato da un asterisco (*) e richiedono una gestione particolarmente attenta e regolamentata. Questa categoria di rifiuti deriva spesso da processi chimici, industriali, sanitari o di bonifica e possono presentarsi in forma solida, liquida o fangosa. Ecco come riconoscere un rifiuto pericoloso:
- Infettività: il rifiuto presenta un elevato rischio biologico o contaminazione da agenti patogeni.
- Infiammabilità: il rifiuto è caratterizzato da una particolare facilità di accensione o propagazione di fiamme.
- Corrosività: il rifiuto in oggetto ha la capacità di danneggiare tessuti, materiali o strutture.
- Tossicità: il rifiuto presenta sostanze nocive per la salute umana.
- Reattività chimica: il rifiuto presenta la possibilità di reagire pericolosamente con altre sostanze.
- Ecotossicità: il rifiuto risulta avere un impatto particolarmente negativo sugli organismi acquatici o sull’ecosistema.
Normativa sulla gestione rifiuti pericolosi
Come per i rifiuti speciali, anche la gestione dei rifiuti pericolosi è regolata dalla contenuta nel D.Lgs. 152/2006 e nei suoi aggiornamenti più recenti, in particolare nel D.Lgs. 213/2024, applicabile dal 1° gennaio 2025. Il documento definisce in modo preciso e puntuale gli oneri in capo al produttore, le modalità di identificazione, classificazione, etichettatura e trattamento dei rifiuti pericolosi. Inoltre, sono previse (obbligatoriamente) la compilazione del formulario di identificazione del rifiuto (FIR), la tenuta dei registri di carico e scarico e la trasmissione annuale del MUD. Ogni fase deve essere 100% documentata e tracciabile, il trasporto deve essere fatto da personale autorizzato – iscritti nella categoria 1 o 5 dell’Albo Gestori Ambientali – utilizzando mezzi idonei. Gli impianti di destinazione, infine, devono essere espressamente autorizzati alla gestione di rifiuti pericolosi, nel rispetto delle prescrizioni contenute nelle AIA (Autorizzazioni Integrate Ambientali). Borgo Spurghi assicura la piena conformità a queste normative, con un servizio dedicato alla gestione rifiuti speciali o pericolosi, pensato per incontrare le esigenze di ogni cliente.


